La formula XYZ: descrivere le esperienze con i risultati
«Ho ottenuto [X], misurato da [Y], facendo [Z]»: questa frase di Laszlo Bock, ex responsabile delle risorse umane di Google, trasforma un elenco di mansioni in un elenco di risultati. Funziona in ogni professione, a una condizione: non inventare mai la misura.
Da dove viene la formula XYZ?
Nel settembre 2014 Laszlo Bock, allora Senior Vice President People Operations di Google, pubblica su LinkedIn l'articolo «My Personal Formula for a Winning Resume». Propone di scrivere ogni risultato con questo schema: «Accomplished [X] as measured by [Y] by doing [Z]», cioè «Ho ottenuto X, misurato da Y, facendo Z».
Il suo consiglio sta in quattro mosse: iniziare con un verbo d'azione, misurare ciò che hai ottenuto, dare un termine di paragone e spiegare che cosa hai fatto per arrivarci. Il suo esempio passa da «Analizzato le performance finanziarie di aziende e formulato raccomandazioni di investimento» a «Migliorato il rendimento del portafoglio del 12% (1,2 M$) in un anno affinando il calcolo del costo del capitale…».
Le tre parti: X, Y e Z
| Parte | Domanda | Esempio |
|---|---|---|
| X: il risultato | Che cosa hai ottenuto o cambiato? | Ridotto i ritardi di consegna |
| Y: la misura | Come si vede? Quanto, rispetto a cosa? | dal 9% al 3% degli ordini in sei mesi |
| Z: il metodo | Che cosa hai fatto concretamente? | riorganizzando i giri e la fascia oraria di preparazione |
Nel CV italiano si usa spesso il participio passato («Ridotto», «Avviato») o la prima persona («Ho ridotto»): scegline uno e restaci. L'ordine è libero, l'importante è che ci siano tutte e tre le parti.
Prima e dopo: esempi in sei professioni
Gli esempi qui sotto sono inventati: i numeri mostrano la forma di una buona riga, non sono valori da copiare. I tuoi devono venire dai tuoi risultati reali.
Prima: Ricerca di nuovi clienti e gestione del portafoglio. Dopo: Acquisiti 18 nuovi clienti PMI in un anno (portafoglio da 40 a 58 clienti) concentrando le visite sulle zone industriali della mia area e ricontattando ogni preventivo entro 48 ore.
Prima: Assistenza ai pazienti in reparto. Dopo: Assistiti fino a 10 pazienti per turno in medicina generale; ridotte le dimenticanze nelle consegne proponendo una checklist adottata dal turno di notte.
Prima: Assistenza clienti, cassa e rifornimento scaffali. Dopo: Aumentato lo scontrino medio del mio reparto da 34 € a 41 € in un trimestre proponendo sempre gli accessori abbinati e spostando i prodotti complementari vicino alle casse.
Prima: Gestione delle fatture passive. Dopo: Ridotti i tempi di registrazione delle fatture fornitori da 15 a 5 giorni lavorativi introducendo un flusso di approvazione via e-mail e un foglio di monitoraggio condiviso.
Prima: Insegnamento in una classe seconda. Dopo: Migliorata la fluenza di lettura di 20 alunni su 24 della mia classe seconda, misurata con le prove di inizio e fine anno, grazie a laboratori quotidiani in piccoli gruppi.
Prima: Preparazione ordini e carico dei mezzi. Dopo: Preparati fino a 180 ordini al giorno con meno dell'1% di errori applicando il doppio controllo con lo scanner; formati due colleghi in somministrazione sul metodo.
Niente numeri? Altri sei modi di misurare
Molti lavori non hanno un cruscotto di indicatori. La misura (Y) può essere qualcosa di diverso da una percentuale, purché sia vera e verificabile:
- La portata: un budget, un numero di sedi, una superficie, un catalogo («un parco di 300 computer»).
- La frequenza: ogni giorno, ogni settimana, a ogni chiusura («40 chiamate in entrata al giorno»).
- Le persone: quanti clienti, pazienti, alunni, colleghi coordinati o formati.
- Il tempo: una scadenza rispettata o accorciata («consegnato due settimane prima dell'apertura»).
- La qualità: zero reclami, un audit superato, una procedura adottata da tutto il team, un riconoscimento.
- Il prima e il dopo: qualcosa che non esisteva ed esiste grazie a te («il primo calendario turni condiviso del reparto»).
Se non conosci un numero, non stimarlo «a occhio» per fare bella figura: al colloquio potrebbero chiederti da dove viene. Scrivi il risultato senza misura, o con una delle forme sopra. Un ordine di grandezza che puoi giustificare («una trentina di pratiche al mese») va bene.
Quanti punti elenco per esperienza?
Non esiste una regola ufficiale, ma un riferimento semplice: da tre a cinque punti per i ruoli recenti o più vicini all'offerta, uno o due per quelli più vecchi. Non tutti devono seguire la formula XYZ: una riga di contesto («team di 6 persone, negozio di 800 m²») aiuta a leggere le altre. Metti per primi i risultati che parlano al ruolo, come spiegato nella guida per adattare il CV a un'offerta.
I verbi giusti per cominciare
Un verbo d'azione dice subito che cosa hai fatto. Sceglilo in base al risultato:
| Per dire… | Verbi |
|---|---|
| una crescita | aumentato, sviluppato, raddoppiato, acquisito, ampliato |
| meno costi o tempi | ridotto, abbattuto, accorciato, risparmiato, semplificato |
| qualcosa di nuovo | avviato, creato, lanciato, progettato, introdotto |
| coordinamento | guidato, coordinato, gestito, organizzato, pianificato |
| formazione | formato, affiancato, inserito, seguito |
Gli errori da evitare
- Inventare o gonfiare la misura: è l'unico errore che può costarti il posto anche dopo l'assunzione. Ogni numero deve poter essere spiegato al colloquio.
- Numeri ovunque: «3 riunioni a settimana» non dice nulla di un risultato. Un numero deve mostrare un effetto o una portata utile.
- Dimenticare la Z: un risultato senza metodo sembra fortuna. Il «facendo…» mostra le tue competenze.
- Prendersi il merito del team: scrivi «in un team di 5 persone» o precisa la tua parte.
- Punti di tre righe: un risultato si legge con un colpo d'occhio. Taglia ciò che non aiuta.
Queste righe servono anche al colloquio: ognuna è l'inizio di una storia da raccontare. Leggi la nostra guida per prepararsi a un colloquio.
Domande frequenti
Tutti i punti del CV devono seguire la formula XYZ?
No. Usala per i risultati che contano per il ruolo; una riga di contesto o una mansione semplice possono restare brevi. Un CV in cui ogni riga ha la stessa forma diventa presto ripetitivo.
La formula XYZ funziona per un primo impiego o uno stage?
Sì: un progetto universitario, un lavoro estivo, il volontariato o uno stage hanno anch'essi dei risultati (una relazione consegnata, un evento organizzato, un numero di partecipanti). Applica la stessa logica a ciò che hai fatto davvero.
E se la mia azienda non permette di comunicare numeri?
Rispetta la riservatezza: usa proporzioni («+20%»), ordini di grandezza che puoi giustificare o una misura non economica (tempi, qualità, persone coinvolte) invece degli importi.
È la stessa cosa del metodo STAR?
Sono simili: STAR (situazione, compito, azione, risultato) serve soprattutto a raccontare un'esperienza a voce al colloquio, la formula XYZ a riassumerla in una riga scritta. Una buona riga XYZ è spesso il riassunto di una storia STAR.